Fimo…in cuore

Dal mio ultimo progetto con il Fimo son venute fuori una serie di piccole gioie a tema, che ho denominato “A Tuttocuore”!

Il cuore è un simbolo che fa parte della nostra vita terrena e spirituale, custodisce le nostre emozioni e in esso proiettiamo le nostre speranze di vivere un ‘esistenza colma d’amore…tutti diamo una certa importanza alla nostra sfera sentimentale, quasi a non saper vivere senza, ecco perchè ho deciso di dedicare una linea di piccoli portafortuna per il nostro cuore e per quello di chi amiamo o nutriamo del profondo affetto.

Vediamoli nel dettaglio:

Collana “Baciati dalla Fortuna”  (due cuori congiunti che formano il bacio perfetto, appesi a fettucce simil pelle)

Collana “Amore fortunato”       

(quattro cuori per formare il quadrifoglio, portafortuna per eccellenza)

Ciondolo con cordoncino “Cuore solitario”  (cuori pronti ad amare, consigliati ai single)

Charms “Amori lontani”  (cuori anche per il telefonino, testimone delle bellissime parole dette dall’amato/a)

Anelli “Amori vicini”  (un cuore dai colori vivaci, che rispecchiano l’emozione di un amore)

Niente male come idea…per una romanticona come me!

Alla prossima!

Fimo…ultimo atto!!!

Scrivo e pubblico questo articolo per chi si è scoraggiato lavorando il fantomatico “FIMO”!!!

All’inizio tutto bello, l’entusiasmo della scoperta, il risultato eccellente, ma la lavorazione di questa pasta modellabile richiede davvero troppa pazienza…

Però ormai i panetti li ho acquistati, ne ho di tutti i colori…un vero peccato lasciarli in un angolo del mio cassetto creativo…allora, dopo una lunga notte di riflessione, ecco una piccola idea balenata nel buio della mia stanza…riciclare il Fimo senza lavorarlo!!! Come?

Con le formine dei biscotti…ho inciso i panetti e ho cotto le forme! Idea formidabile; nessuna difficoltà nell’incisione, ho utilizzato quasi tutti i panetti, e il risultato? Portachiavi a “tutto cuore” e di tutti i colori…che ne pensate?

Ho dato una mano di polvere dorata e vernice, ho aggiunto un gancetto e ho rifinito i lati con panno lenci visto lo spessore, il tutto nel giro di un’oretta! Incredibile, ma vero…forse avrò scritto un’eresia per gli amanti del Fimo, ma a voi disperati sento di dirvi: “Ripescate i vostri panetti nel dimenticatoio e….

….”R I C I C L A T E”!

Al prossimo attacco di creatività!

Fimo…in fiore

Rieccomi alle prese con il fimo, a riguardo voglio pubblicare alcune creazioni dedicate ai fiori!

Si tratta di anelli e monili, tutte realizzati a mano senza stampini, come?

Realizzando delle semplici palline di diverse dimensioni…qualche tacca fatta con uno stuzzicadenti, e piccoli ritocchi con colori acrilici!

Per l’effetto metallizzato un pò di ombretto applicabile con i polpastrelli o con il pennello per sfumare bene! Una volta completati con la vernice a base d’acqua, i fiori destinati a diventare anelli li ho incollati con una goccia di Attack su una base senza nickel regolabile.

Ho intenzione di realizzarne di tutti i colori e presto ne pubblicherò le foto.

Dimenticavo, per acquistare le basi degli anelli o altro tipo di minuteria per gioielli (anche senza nickel), vi consiglio questo indirizzo trovato su Ebay: http://stores.ebay.it/AKACHA-Import-Export?_trksid=p4340.l2563,  è  francese, non ci sono spese di spedizione ed è molto economico!

Alla prossima…creazione!

Fimo: trucchi e segreti

In questo articolo voglio parlarvi della mia prima sperimentazione con il Fimo. Ho sentito parlare spesso di questa pasta sintetica e dei meravigliosi oggetti che possono essere creati, ma vi posso assicurare che la realtà va al di là dell’immaginazione, nel senso che l’effetto è veramente strabiliante e ci si sente pienamente soddisfatti sia della lavorazione che del risultato (anche per chi è alle prime armi).

Basta conoscere qualche trucchetto (che ho trovato in diversi tutorial) per facilitare la lavorazione, vedrete che vi sembrerà di giocare con il pongo.

Il Fimo o Cernit si trova in vendita sotto forma di panetti presso negozi di bricolage o accessori d’arte; va ammorbidita lavorandola pazientemente con le mani, il primo impatto è di avere a che fare con una consistenza troppo dura quindi per facilitare la manipolazione si può avvolgere il pezzetto di Fimo nella carta stagnola e scaldarla con il phon per 20 secondi.

Successivamente ungere le mani con una goccia di olio di oliva e man mano che si lavora aggiungere piccole goccioline d’acqua all’impasto, quando vi accorgerete che è modellabile è pronto per dargli la forma desiderata.

Qualcuno utilizza degli stampini, ma chi se la cava con la manualità può farne a meno.

Una volta data la forma e inserito il gancetto con una goccia di fimo liquido (se si tratta di orecchini o monili), la creazione si cuoce in forno ad una temperatura di 120° per 20 minuti, e anche qui voglio dirvi un piccolo segreto…per evitare che le creazioni si brucino e capire se la temperatura è perfetta, fate una prova mettendo un foglio bianco A4 nel forno: se ingiallisce è necessario abbassare la temperatura, se rimane bianco la temperatura è giusta!

Un oggetto può essere cotto più volte nel caso in cui si compone di altri elementi; raggiunto il tempo di cottura, l’oggetto va lasciato nel forno fino al raffreddamento, successivamente lucidato con una vernice a base d’acqua.

I miei primi tentativi creativi con il Fimo si sono slanciati sui gioielli antichizzati o effetto Thun; questo genere di lavorazione aggiunge piccoli accorgimenti con il colore acrilico, ombretti (proprio quelli che utilizziamo per il make up) o bitume per decoupage.

Se si decide di lavorare con il colore acrilico, basta ripassare con un pennellino sottilissimo intinto nel colore (nero, o marrone mischiato all’oro), tra le tacche incise sulla creazione, aspettare qualche minuto affinchè si asciughi e tamponare con un pò di ombretto dorato o colorato secondo la propria fantasia; per i più maldestri si può utilizzare  il bitume, una sorta di olio corposo di colore nero (attenzione mettere i guanti, macchia!) che si passa su tutta la creazione ricoprendola interamente, e che subito dopo verrà ripulito da un panno morbido: resteranno in evidenza solo le tacche nelle quali il bitume si sarà insediato.

In entrambi casi gli oggetti si possono antichizzare sia prima che dopo la cottura.

Queste sono le foto del risultato, per essere il primo tentativo  non sono male; io per i particolari ho scelto di utilizzare il pennellino.

Per ora è tutto, vi aggiornerò presto con altre creazioni “fimose”…a presto!

Bomboniere…casalinghe

Riordinando la mia cantina, mi è capitato di trovare delle piccole rose che ho creato per il giorno del mio matrimonio. Son passati ben 8 anni, ma ricordo bene la mia ossessione di creare qualcosa con le mie mani da far stupire gli invitati. Trovai per caso in una libreria la ricetta della pasta di mais, molto semplice come impasto e lavorazione, ma che dava l’effetto porcellana alle creazioni scelte; l’ho utilizzata per fare i segnaposti, attaccati su un cartoncino ondulato.

Per darvi l’idea di quanto sia semplice il tutto, ho deciso di scrivere la ricetta…mi raccomando fatemi sapere come è andata!

– 500 gr. di colla vinilica,
– 250 gr. di maizena (amido di mais),
– 2 cucchiai di olio di vasellina (ma vanno bene anche olio johnson, e olio di semi)
– 2 cucchiai di succo di limone o aceto bianco  – 1 cucchiaino di crema per le mani, da non utilizzare nell’impasto, serve solo a manipolare l’impasto se è troppo secco
– un pò di amido di mais nel caso in cui, dopo la cottura, vi accorgete che l’impasto è troppo appiccicoso.

Mescolare tutti gli ingredienti liquidi (colla, olio di vasellina e aceto o limone) a freddo in un tegame antiaderente, aggiungere l’amido di mais e mescolare bene; mettere sul fuoco molto basso e mescolare fino a che l’impasto non si stacca dalle pareti (4-5 min), a questo punto togliere dal fuoco e lasciare raffreddare sul piano di lavoro. Lavorare la pasta utilizzando la crema per le mani, manipolare fino al completo distaccamento dalle mani. Fare molta attenzione a non cuocere troppo, perchè se l’impasto diventa troppo duro è da buttare!
Chiudere la pasta nella pellicola e poi in un sacchetto di plastica avendo cura di far uscire il piu’ possibile l’aria.
La pasta di mais può essere colorata sia prima che dopo l’asciugatura, oppure in fase di cottura… mescolando il colore (solo colori a tempera, tipo Giotto) agli ingredienti liquidi.
La pasta di mais si asciuga all’aria, non necessita di cottura.
La pasta di mais, invece, è comodissima….. basta solo capire quanto tempo deve cuocere…. il segreto è tutto lì, se è un pò crudo risulta pò appiccicoso, ma basta metterci un pò di maizena, pazienza e impastare…
mentre se è troppo cotto, è da buttare!!
Inoltre l’impasto di pasta di mas, asciugandosi all’aria, anche se lo proteggiamo con la pellicola, si asciuga. Di conseguenza se viene cotto troppo, a lungo andare l’impasto anche se chiuso tenderà ad asciugarsi, a diventare più duro e a formare delle crepe. Se è molto duro, provate con un pò di crema per le mani. Crema mani consigliata, Nivea quella nel barattolo bianco.
Dopo l’asciugatura il pezzo finito può risultare un pò diverso… infatti prima cosa la dimensione si riduce, e i colori diventano più marcati. Quindi colorare la pasta sempre con colori molto tenui, a meno che non si voglia ottenere un colore deciso, come il nero, o il bianco….Buon lavoro e a presto!:)